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PDF  Stampa    Scritto da Giovanni    Venerdì 30 Maggio 2014 09:01
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Tra immagini e....... parole

un percorso didattico per valorizzare l’identità di Carloforte

Premessa

In questi ultimi vent’anni alcuni studi, e per ultimo il rapporto del 2007 su “Le lingue dei sardi” curato dalla Regione Autonoma della Sardegna, mettono in rilievo il grave pericolo che corrono le tutte le lingue minoritarie parlate nell’isola: il veloce declino del loro uso che potrebbe determinarne la quasi totale marginalizzazione tra le prossime generazioni. Esse si ritirano sempre più da quei contesti e ambiti sociali in cui un tempo era abituale mezzo di comunicazione. Diventano meno presenti nelle occasioni di relazione quotidiane e interpersonali, e spesso ci si limita a inserire una frase o una parola in lingua locale in una conversazione in italiano per alleggerire il carattere formale dell’incontro. I nuovi linguaggi sviluppati con l’avanzare delle tecnologie digitale stanno dando un ulteriore contributo, soprattutto tra i più giovani, alla progressione del fenomeno con la diffusione di codici estranei alla tradizione locale. Eppure questa situazione matura in un ambiente culturale decisamente mutato negli ultimi anni: è molto diminuita la paura – la vergogna” – di essere considerati poco competenti se si parla nella lingua del luogo; nell’ambito scientifico importanti ricerche dimostrano come i bambini esposti a lingue diverse abbiano una maggiore consapevolezza delle diverse culture, degli altri e di altri punti di vista, riescano meglio a svolgere più attività contemporaneamente, a focalizzare l’attenzione, spesso imparino a leggere precocemente, e generalmente abbiano meno difficoltà ad imparare altre lingue.

Nell’isola di San Pietro, per secoli, l’aspetto linguistico ha caratterizzato la vita della comunità e ancora oggi è un elemento distintivo dell’identità di Carloforte. I dati statistici del rapporto del 2007 segnalano come il tabarchino risulti ancora molto diffuso tra gli abitanti, i quali si dichiarano per la stragrande maggioranza competenti attivi della loro varietà di riferimento. Ma la fotografia dell’attuale situazione non può indurre a ritenere questa zona della Sardegna immune dal fenomeno di marginalizzazione delle lingue locali: anche qui, benché meno marcata rispetto ad altre zone della Sardegna, la differenza tra gli anziani che si dichiarano competenti attivi e coloro che hanno meno di 35 anni appare sempre più evidente. Di fatto assistiamo ad un fenomeno simile ad altri luoghi dell’isola maggiore, forse meno veloce nel suo progresso temporale, e tuttavia dalle stesse connotazioni: si dichiarano competenti attivi più spesso persone di sesso maschile, di età adulta o avanzata, con un basso livello di scolarizzazione e appartenenti alle classi sociali meno privilegiate.

Il quadro fin ad ora descritto chiama in causa prioritariamente il ruolo della scuola, e in particolare della scuola dell’obbligo, la sua valenza formativa tra i soggetti più giovani, la sua capacità di realizzare un percorso pienamente calato nella realtà in cui opera e in grado di valorizzare gli aspetti identitari, la sua attività perché il bilinguismo/plurilinguismo sia concretamente vissuto come un valore aggiunto nella crescita personale.

L’Istituto Comprensivo di Carloforte ha avviato da tempo una riflessione sull’uso del tabarchino, che ha coinvolto sia insegnanti che genitori in un dialogo comune maturato negli anni passati in numerose esperienze didattiche, i cui risultati sono stati documentati con la produzione di pubblicazioni, anche su supporto digitale

(visualizza il quadro riassuntivo delle iniziative realizzate nell’ultimo decennio nei tre ordini di scuola ai seguenti link –Infanzia, Primaria e Secondaria di 1° Grado ).

Col progetto “tra immagini e parole: un percorso didattico per valorizzare l’identità di Carloforte” si intende fare un passo in avanti, ovvero si intende inserire più diffusamente e concretamente nel contesto scolastico l’uso del tabarchino.

Gli obiettivi prioritari sono due:

  1. realizzare ambienti bi/plurilingue per l’apprendimento utilizzando le strategie offerte dalla tecnologia digitale;
  2. sperimentare l’insegnamento del tabarchino con le discipline che formano il “curricolo” dell’Istituto comprensivo di Carloforte.

Si è profondamente convinti che affidare l’insegnamento della lingua di minoranza ai docenti della classe, collocandolo all’interno dell’orario scolastico, tra le discipline che formano il “curricolo”, superare la logica episodica dei “progetti” annuali a favore di un’estensione temporale più ampia fondata sulla continuità, utilizzare materiali didattici strutturati, accresce il prestigio sociale accordato alla lingua locale e influisca positivamente nella crescita complessiva degli alunni in termini di competenza, di autonomia, di responsabilità.

Tuttavia, visti i limiti che pone la legislazione nazionale alla valorizzazione del tabarchino – nella legge 482/1999 si fa solo riferimento al sardo e al catalano; solo nella legge regionale 26/1997 si fa riferimento anche al tabarchino delle isole del Sulcis – si ritiene opportuno prospettare l’attività didattica partendo da un progetto annuale, che però nella sua impostazione fondamentale si caratterizza da un lato per la sua continuità, dall’altro per la sua complementarietà al progetto di istituto per la realizzazione di nuovi ambienti di apprendimento e al “Progetto Scuola digitale”della Regione Autonoma della Sardegna. Inoltre, si intende avviare un confronto con il sardo, la lingua dell’isola maggiore, sia perché ha avuto influenza diretta sulla lingua locale, sia perché una percentuale significativa della attuale popolazione è di origine non carlofortina.

1. Immagine e parola insieme: un laboratorio per costruire un processo di conoscenza del territorio

Alla formazione dei centri urbani concorrono diversi fattori che si intrecciano tra loro per formare l’attuale volto della città, ciò che noi viviamo e nel cui spazio si svolge la nostra vita quotidiana. Spesso ci si chiede: che cos’è la città? come si è sviluppata? Ma soprattutto com’era nel passato e come si è trasformata nel tempo? Queste domande diventano più articolate e richiedono risposte più complesse quando, come nel caso dell’Isola di San Pietro, ci si trova di fronte un luogo e una comunità con particolari caratteristiche, le cui radici sono da ricercare in luoghi diversi geograficamente dal contesto di appartenenza.

Il progetto nasce dall’idea di insegnare a guardare la città ed il territorio come “bene culturale”: lo spazio urbano inteso come “architettura collettiva” le cui parti – strade, edifici, monumenti, spazi aperti etc. – sono in relazione tra loro e tutte insieme sono in relazione con la lingua, che le descrive, le racconta, le fa vivere nel presente.

Se mostriamo lo spazio urbano attraverso le immagini – più precisamente attraverso l’iconografia – possiamo leggere la città con la luce di ieri e di oggi, come se fosse un libro scritto. Un libro dal quale affiorano parole, storie, fiabe narrazioni, personaggi che raccontano la vita urbana e quella dei suoi abitanti, della sua comunità e delle sue famiglie, e che trova nella lingua del luogo la sua più concreta manifestazione nel tempo.

L’immagine diventa così la fonte principale, il filo conduttore, per la conoscenza storica del territorio e per la comprensione dei cambiamenti che si sono sviluppati nel tempo fino a generare l’attuale Carloforte e l’isola di San Pietro. La lingua tabarchina, invece, è il mezzo più efficace e più concreto attraverso cui comunicare questa conoscenza.

Da queste considerazione nasce l’idea di costruire un archivio digitale che raccolga l’iconografia della città conservata dalla famiglie e da altri soggetti presenti nel territorio che vorranno collaborare. Si tratta di ricercare innanzitutto le fotografie che hanno fermato nell’attimo dello scatto il tempo e il momento storico, per poi confrontarle con immagini del presente attraverso un nuovo scatto che ne consenta di leggere i mutamenti e l’evoluzione. Quasi come un gioco virtuale si passa dal passato al presente attraverso un percorso in cui la lingua tabarchina farà da trama e da intreccio come in un racconto e in una storia.

Su ciascuna delle fonti raccolte, vecchie e nuove, si opererà attraverso l’attivazione di un laboratorio che progressivamente farà emergere un vocabolario dei luoghi, delle cose, delle persone, della comunità, di ieri e di oggi, con la mediazione della lingua tabarchina, il confronto con il sardo, l’aiuto delle lingue di maggiore diffusione e dell’attuale curricolo, l’italiano, l’inglese e il francese. Inoltre si raccoglieranno e si assoceranno racconti, narrazioni, testimonianze in lingua tabarchina di attori del presente e passato che animano, o hanno animato, gli spazi e gli oggetti rappresentati dalle immagini. Si costruirà un strumento didattico che potrà essere continuamente arricchito, un utile supporto per le attività che si possono svolgere in classe con l’uso delle lavagne interattive multimediali o nei laboratori linguistici e di informatica già attivi nell’istituto.

Ma l’archivio non è l’unica attività che vedrà impegnato l’istituto con i soggetti coinvolti dal progetto, studenti, genitori, docenti ed esperti. Immagini, disegni, oggetti, testi, didascalie, verranno utilizzate per costruire dei percorsi iconografici nei vari ambienti dell’istituto, innanzitutto recuperando ad un dialogo formativo gli spazi spesso trascurati, quelli di passaggio o non direttamente comunicanti con le classi – ingressi, anditi, saloni –. Infatti, il progetto “tra immagini e parole: un percorso didattico per valorizzare l’identità di Carloforte” si lega direttamente – di fatto ne una sua significativa appendice – al progetto d’istituto per la realizzazione di nuovi ambienti di apprendimento, nel quale una direttrice fondamentale è costituita dalla progettazione e realizzazione di una nuova dimensione degli spazi destinati alla didattica: spazi aperti e non rigidamente strutturati, dove ogni angolo acquista una sua valenza formativa, consentendo di vivere un’esperienza dinamica e variegata, soprattutto attiva e riflessiva. In altre parole: realizzare degli ambienti bilingui/plurilingui dove immergere le attività quotidiane.

2. La sua articolazione attraverso i tre ordini di scuola dell’Istituto comprensivo

Il progetto intende dare una prima risposta ad una esigenza presente nel sistema scolastico, quella di definire nuove linee pedagogiche per la costruzione di ambienti aperti all’apprendimento

delle lingue di minor diffusione accanto alle lingue maggiormente parlate (nazionalee comunitarie) non in forma settoriale o contrapposta, ma esplorando nuove dimensioni curricolari olistiche ed integrate.Pertanto si inserisce all’interno del curricolo dell’Istituto sviluppandone l’aspetto della verticalizzazione e l’approccio laboratoriale nell’attività didattica.

Si sono individuati tre percorsi, uno per la scuola dell’infanzia, uno per la scuola primaria, uno per scuola secondaria di 1° grado:

  1. i giochi, la festa, la fiaba;
  2. le vie e le piazze, i mestieri, i racconti;
  3. il porto, la comunità, il viaggio.
  4. migliorare le competenze bilingue/plurilingue degli alunni dell’Istituto
  5. migliorare la qualità della didattica attraverso l’uso della didattica laboratoriale e della cooperative learning;
  6. migliorare la qualità degli spazi scolastici realizzando ambienti bilingui/plurilingui.
  7. Consentire la diffusione delle conoscenze sulla storia di Carloforte e del suo territorio.

I percorsi prendono a riferimento tematiche che si intrecciano fortemente con quelle che si sviluppano nei tre ordini di scuole attraverso un sentiero che tende ad allargarsi sempre più, ma il cui filo conduttore è segnato dal rilievo dato agli aspetti esperienziali: da quello ludico a quello sociale.

Verranno coinvolti gli alunni delle sezioni e classi a tempo pieno e prolungato e in particolare: gli alunni di 5 anni, della quinta primaria, della prima e terza secondaria di 1° grado.

3. Il gruppo di progetto

Il gruppo di progetto è l’organo col compito di sviluppare l’articolazione del progetto all’interno della scuola e di seguirne gli sviluppi sino alla sua completa attuazione.

Esso è composto dal dirigente scolastico, da tre docenti (uno per ogni ordine di scuola), tre esperti provenienti dall’esperienza associativa e professionale.

Si occuperà in particolare:

  1. predisporre delle linee guida per la programmazione delle attività da parte delle equipe di insegnanti delle sezioni e classi coinvolte nel progetto;
  2. monitorare le fasi di attuazione delle attività programmate e della loro coerenza al progetto;
  3. valutare i risultati individuando i punti di forza e quelli di debolezza.

4. L’equipe degli insegnanti delle sezioni e classi coinvolte dal progetto

L’equipe degli insegnanti di ogni gruppo di alunni interessati dal progetto predisporrà una programmazione generale dell’attività didattica al cui interno verrà sviluppata, coerentemente alle indicazioni delle linee guida predisposte dal gruppo di progetto, l’articolazione delle azioni formative. Si farà uso principalmente di una metodologia basata sulla didattica laboratoriale, attraverso pratiche che privilegiano il lavoro collaborativo, l’osservazione guidata, il self-report.

Inoltre l’equipe dovrà strutturare il percorso delle attività in modo da prevedere specifici indicazioni per sviluppare l’approccio CLIL alla lingua tabarchina.

Infine l’equipe collaborerà con il dirigente scolastico all’individuazione di un docente esperto che per le competenze linguistiche possedute possa garantire l’efficace svolgimento di azioni didattiche finalizzate ad un ampliamento delle competenze individuali bilingue e plurilingue.

5. Il docente esperto sperimentatore

Figura centrale del progetto è quella del docente esperto che possiede competenze elevate nel parlare la lingua locale. Nell’Istituto sono presenti queste figure che da anni animano le attività della scuola e le iniziative nell’ambito dell’associazionismo culturale di Carloforte. Pertanto attraverso un percorso che partirà dai consigli di intersezione e classe dell’Istituto, per giungere al collegio dei docenti – e in quest’organo ad una definitiva deliberazione – verranno individuati i docenti esperti per ogni gruppo classe e sezione interessati al progetto.

Il docente predisporrà il suo piano di lavoro predisponendo l’organizzazione di un laboratorio in lingua tabarchina. L’attività dovrà essere sviluppata sulla base delle indicazioni presenti nelle linee guida predisposte dal gruppo di progetto e inserite nel POF.

5.1 I docenti di lingua sarda e comunitarie

Lo sviluppo del progetto prevede il confronto con altre lingue di mediazione, a partire dal sardo. Si è detto in premessa che una parte della popolazione di Carloforte è di origine non dell’isola di San Pietro, ma spesso sarda. Si ritiene pertanto importante inserire nel progetto la presenza di una figura competente in questo codice linguistico. Il suo ruolo sarà quello di affiancare i docenti esperti nelle attività interne alle classi coinvolte per circa un terzo delle ore programmate e nella realizzazione dell’archivio iconografico, in particolare per la stesura di testi in lingua sarda.

Si intende infine coinvolgere i docenti di classe che insegnano le lingue comunitarie (inglese e francese) per la traduzione dei testi da inserire nell’archivio, lavoro che sarà ugualmente inserito nella programmazione della classe e vedrà coinvolti direttamente gli alunni.

6. La collaborazione con esperti esterni alla scuola e i percorsi iconografici

Altra figura fondamentali per la realizzazione del progetto è costituita dall’esperto esterno, a cui si chiede un contributo specifico. Le figure sono tre:

1. un supervisore sugli aspetti linguistici del tabarchino da individuare tra gli esperti di fama riconosciuta;

2. un esperto in fotografia che possa seguire l’attività di raccolta dei materiali e realizzazione dell’archivio;

3. un esperto in design che possa sovraintendere alla progettazione e realizzazione di ambienti bilinqui/plurilingui.

Ognuno dei tre esperti collaborerà con i docenti della classe per la parte che gli compete; affiancherà gli stessi docenti nell’attività in classe e di gruppo organizzate con gli alunni.

7. L’operatività: le principali azioni

Le fasi di realizzazione del progetto si possono di fatto riassumere in tre momenti tra essi profondamente correlati:

1. il reperimento del materiale iconografico e fotografico, degli oggetti necessari all’attività:

2. la riflessione sul materiale raccolto;

3. La strutturazione dell’archivio

4. la realizzazione di ambienti di apprendimento che fanno uso, come principale lingua di mediazione, del tabarchino, e come lingue di supporto, del sardo e delle lingue curricolari (italiano, inglese e francese).

8. Traguardi e prodotti

Il progetto si pone i seguenti traguardi:

I prodotti che verranno realizzati saranno i seguenti:

1. un archivio fotografico e iconografico con immagini d’epoca e attuali, accompagnato da didascalie, interviste, commenti, narrazioni in lingua tabarchina, con illustrazioni in lingua sarda, italiana e inglese. L’archivio sarà strutturato in modo da essere uno strumento aperto, che potrà continuamente essere aggiornato, disponibile per le attività in classe attraverso le LIM e nei laboratori linguistico e informatici; una sezione verrà pubblicata nel sito della scuola.

2. Tre percorsi fotografici e iconografici, uno per ogni plesso dell’Istituto (scuola dell’infanzia, scuola primaria, scuola secondaria di 1° grado) che preveda loro la conclusione con l’allestimento di tre spazi bilingui/plurilingui.E’ intenzione, infine, predisponendo un ulteriore e successiva fase progettuale, programmare una pubblicazione del materiale fotografico e iconografico più significativo.

 

           

grazie a tutti

Un grazie a tutti coloro che con la loro preziosa collaborazione hanno contribuito alla realizzazione di tale percorso. Un gruppo che ha lavorato con piacere e soddisfatto velocemente le numerose richieste.

Si ringrazia il fotografo Nando Buzzo, che ha lavorato con i ragazzi per esprimere, a partire dall’idea, il fascino dei luoghi e la loro identità negli scatti.

Grazie all’associazione Saphyrina, a Nicolo Capriata e a Lorenza Garbarino; all’associazione degli artigiani, a Carlo Vitiello e a Franco Floris, al maestro d’ascia Tonino Sanna, ad Attilo Porricino, ad Antonio Penco.

Vogliamo ringraziare la maestra Margherita Crasto che ha tradotto in tabarchino il decalogo di Pennac.

Abbiamo beneficiato del generoso aiuto dell’artista Maria Luisa Saliu per l’allestimento della mostra. Veramente grazie!

Infine grazie ai ragazzi per tutto il duro lavoro. Bravi!

In ultimo, ma non per importanza, un ringraziamento ai docenti.

Collaborazione esperti esterni:

Fotografia: Sig. Buzzo Nando

Sviluppo e configurazione digitale dello spazio web del progetto: Sig. Giovanni Corvini

                                                                                                                 

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Rassegna Stampa

Progetto  "Tra immagini e parole"

PROGETTI TABARCHINO A.S. 2013/2014

Nell’anno scolastico 2013/14 nell’Istituto Comprensivo di Carlofote sono stati realizzati tre progetti di  lingua  tabarchina, uno per ogni ordine di scuola. La  Scuola dell’Infanzia ha usufruito di un finanziamento erogato dalla Provincia Carbonia-Iglesias, la Scuola Primaria dalla Regione Sardegna e la Scuola Secondaria di I° grado dal Comune di Carloforte. Questi finanziamenti hanno permesso alle tre scuole di acquistare materiale didattico e tecnologico, di disporre della figura di un esperto di lingua tabarchina e di promuovere all’esterno eventi  speciali  come  quello di commemorare figure di primo piano in ambito storico-culturale locale.

Rassegna Stampa: (fonte Videolina TV)   Scuola di Tabarchino (fonte L'unione Sarda)


Lingue Minoritarie

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Info sul Tabarkino in Wikipedia

 

 

 

 

Istituto Comprensivo Statale Carloforte Via S.Cristina, 88 - 09014 Carloforte - Tel. 0781/854078 - Fax 0781/855471

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